Marty Supreme e la messinscena della vita
Marzo 12, 2026Di Pietro Bonadei Nove nomination per il primo film da “solista” di Josh Safdie, ½ manifesto della separazione con il fratello dietro la macchina da presa. Benny contro Josh, The Smashing Machine (2025) contro Marty Supreme (2025), The Rock/Dwayne Johnson contro Timothée Chalamet. Davide contro Golia, ma solo apparentemente. I due fratelli partono entrambi dalla realtà, ma se Benny vi ritorna ciclicamente con la presenza, nel finale, del vero Mark Kerr, Josh se ne allontana progressivamente, modificando il nome (e quindi l’identità) della sua fonte di ispirazione. Entrambi i film concorrono agli Oscar, ma anche qui sembrano aver preso due direzioni diverse. The Smashing Machine ha infatti ricevuto una sola nomination per il miglior trucco, mentre Marty Supremesi promette di fare incetta di statuette. Marty nasce Supreme. O meglio, viene creato. Conosciamo Marty prima del film: lo odiamo,…
L’ultima corsa: F1 di Joseph Kasinski
Di Davide Colonna Nella decina dei candidati come “miglior film” agli Oscar c’è anche F1, l’ultimo film di Kasinski con Brad Pitt nei panni di Sonny Hayes, pilota fallito a cui viene data un’ultima possibilità per correre…
“Cerchiamo William Shakespeare”: Hamnet, Hamlet e l’arte di lasciar andare
Di Ilaria Annunziata Prima di essere il titolo di una delle tragedie più celebri del teatro occidentale, Hamnet è il nome di un bambino, il figlio undicenne di William Shakespeare scomparso nel 1596. Da questo vuoto prende…
Frankenstein di Guillermo Del Toro: quando il gotico parla dell’uomo
Di Roberta Della Martora “Nessuno può dominare la morte. Io lo farò, la dominerò” Con nove nomination agli Oscar 2026 (tra cui miglior film, miglior attore non protagonista per Jacob Elordi, miglior scenografia), Frankenstein di Guillermo del…
Sinners, una lettera d’amore al blues
Di Giorgia Coletta Sinners distribuito in Italia con il titolo I Peccatori, si presenta come un blockbuster d’altri tempi: ambizioso, compatto, autonomo. Non è un sequel, non è l’espansione di un universo, non vive di rimandi. È un…
La “metafisica” della piccola Amélie: un’autobiografia animata
Recensione del film "La piccola Amélie" (2025), candidato all'Oscar nella categoria Miglior film d'animazione. Di Laura Garavaglia
”Un semplice incidente”: l’urlo di Jaguar Panahi terrorizza anche l’occidente
Di Giovanni Scardi Negli ultimi tre decenni, il cinema iraniano si è imposto agli occhi del mondo come uno degli strumenti artistici di resistenza più potenti e autentici: capace di coniugare racconto e poesia, trasparenza e metafora,…
Cosa resta nella carne?
È stato sulla bocca di tutti per mesi – da ben prima di aggiudicarsi il Booker Prize 2025 – riuscendo nell’impresa di mettere d’accordo il pubblico e la critica: ora però il dibattito su Nella carne impone un bilancio della sua possibile eredità.
CALL FOR ARTISTS: contraddizione & confronto; rappresentare gli scontri quotidiani tra interiorità e spazio collettivo
L’associazione Aratea Cultura ricerca due artist* per il progetto Bergamo in Fabula 2026, in collaborazione con Imagine Bergamo. II progetto, grazie all’uso di diversi linguaggi artistici, intende avviare un programma di storytelling urbano che, attraverso diversi momenti…
Il sitar di Anoushka Shankar: quando uno strumento trova la sua voce nel mondo
Come Anoushka Shankar, l’erede di Ravi Shankar, sta riscrivendo la storia della musica indiana attraverso un linguaggio sonoro che unisce la tradizione, l’attivismo e un’identità fluida.
Quando il mondo iniziò a parlare: recensione a L’infanzia del mondo di Michel Nieva
Recensione de L'infanzia del mondo di Michel Nieva, romanzo di fantascienza pubblicato in Italia per il Saggiatore nel 2025
Deleuze, la letteratura, la vita
Di Davide Colonna Trent’anni fa moriva Gilles Deleuze, uno dei filosofi più significativi del Novecento. Rivoluzionario ossessionato da Proust, scrittore incomprensibile, teorico del corpo senza organi (qualunque cosa sia); perché oggi c’è ancora bisogno di Deleuze? Nel…